Colombia, tutto quello che devi sapere prima di partire

La Colombia è un paese che è impossibile non amare! Offre di tutto, culture differenti e una biodiversità pazzesca… montagne per il trekking, Caraibi per lo snorkelling, Oceano Pacifico in cui avvistare le megattere, foreste pluviali, ma anche un incredibile crogioulo di popoli. Ti ho fatto venire voglia di andarci, eh? Beh, allora ecco qua una miniguida: tutto quello che devi sapere prima di partire per la Colombia.

QUANDO ANDARE

La Colombia si presta a un viaggio durante tutto l’anno. Molto dipende dai giorni che hai a disposizione e dalle zone che vuoi vedere. Per il mare caraibico è meglio l’inverno piuttosto che luglio e agosto. Io suggerirei di non andare in alta stagione che coincide con l’estate, per evitare affollamenti anche se devo dire che non ci sono particolari problemi a trovare alloggio e posto nei mezzi.

CLIMA

La Colombia presenta molti microclimi: dal caldo umido della regione caraibica, amazzonica e del Choco alle temperature più miti di città come Bogotà. A Salento, nella regione dell’Eje cafetero invece trovandosi in montagna c’è una certa escursione termica anche in estate: la sera fa piuttosto fresco, mentre di giorno si sta molto bene. Quindi molto dipende dalla regione che intendi visitare… puoi trovare veramente di tutto.

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La Valle del Cocora è orlata di palme altissime, la più alte al mondo

QUANTI GIORNI

Essendo un paese grande con molto da offrire al turista studia bene l’itinerario che vuoi percorrere e in base a quello valuta quanti giorni dedicargli.

Io l’ho girata abbastanza in 15 giorni: da Medellin a Bogotà passando per la provincia del Choco, dell’Eje cafetero e visitando anche la costa caraibica. Per fare questo itinerario in due settimane però ho preso ben 5 voli interni e noleggiato un’auto. Se vuoi vedere di più e hai un budget più ridotto ti consiglio almeno 20 giorni.

COSA METTERE IN VALIGIA

Per quanto riguarda l’abbigliamento dipende dalle regioni che vuoi visitare perché si tratta di un paese con grande varietà climatica.

Diciamo che è consigliabile avere un po’ di tutto: dal costume da bagno e vestiti estivi a qualche indumento un po’ più pesante per le zone più fresche. Se vuoi cimentarti in qualche trekking porta un paio di buone scarpe. Consiglio vivamente anche un impermeabile leggero per le zone ad altà densità di pioggia (la provicia del Chocò è una delle regioni più piovose di tutto il mondo… quando ci sono stata io ho preso dei giorni di temporale così intensi che pensavo che la guesthouse in cui alloggiavo fosse spazzata via!).

Sicuramente non dimenticare l’adattore per le prese perché le spine non hanno attacchi compatibili con quelli che usiamo in Italia.

Per ulteriori suggerimenti su cosa portare in viaggio leggi anche Cosa mettere in valigia, piccole grandi dritte.

Comuna 13, Medellìn

SICUREZZA

La Colombia non è un paese così pericoloso come si pensa. Il periodo d’oro dei cartelli della droga e dei sequestri della FARC è finito. Girare nel paese è tutto sommato piuttosto sicuro se tieni da conto i seguenti accorgimenti:

-evita di girare di notte in zone delle città poco frequentate o isolate

-nelle città fai particolare attenzione a borse e oggetti di valore soprattutto nei mezzi pubblici e per strada

-pensaci due volte prima di accettare l’offerta di un drink: si sono verificati dei casi in cui i cocktail erano drogati

-a Bogotà è ancora comune la truffa detta “paseo milionario”. È l’attività di alcuni tassisti disonesti che sotto minaccia costringono le persone che caricano in auto a fare il giro (il paseo per l’appunto) dei bancomat. Dopo aver intimato i clienti a ritirare denaro fino al limite giornaliero della carta, li abbandonano per strada. Per evitare di incappare in queste spiacevoli situazioni ci sono due modi: fatti chiamare un taxi o driver di fiducia dall’albergo oppure usa Uber (vedi la voce “come spostarsi”).

La Comuna 13 di Medellìn, la città negli anni Ottanta era molto pericolosa, ma oggi è una normale metropoli

COSTI E VALUTA

La Colombia non è un paese molto dispendioso, quindi si può visitare anche con un budget non molto alto. Effetivamente la cosa più costosa è il volo per arrivarci.

La valuta è il peso colombiano indicato dalla sigla COP (1 euro = 4000 pesos)

La carta non è molto utilizzata per i pagamenti quindi cerca di munirti di cash a sufficienza.

I bancomat sono presenti nei grandi e medio piccoli centri urbani. Scordateli invece in luoghi particolarmente isolati dove la natura regna sovrana come a Bahia Solano e al Parque Tayrona, giusto per citarne un paio. Il limite massimo prelevabile è di COP300000 alla volta con una commissione di COP14000 (circa 4 euro)… un po’ altina. Io suggerisco di preferire il cambio al prelievo.

Ecco qualche costo medio per avere un’idea:

-metro e bus nelle città COP1200-2500. Corsa con Uber aeroporto-città COP15000-30000 (dipende dalla città in cui atterri)

-biglietti di musei e attrazioni turistiche culturali e naturali COP18000-40000

-cibo di strada COP10000. Ristorante categoria media 30000

VISTO

I cittadini italiani non hanno bisogno di richiedere il visto turistico prima della partenza: lo ottengono gratuitamente all’arrivo nel paese da qualsiasi frontiera. Il timbro sul passaporto ti permetterà di rimanere nel paese fino a 60 giorni.

Ricorda che il passaporto deve avere una validità residua di almeno 3 mesi dalla partenza.

In teoria è richiesto di avere anche il biglietto di ritorno (come anche per paesi del Sudamerica come Argentina e Cile), ma in pratica non lo chiedono mai).

Maniglia in stile precolombiano di una porta a Catagena

COME ARRIVARE

Dall’Europa il modo più comodo di arrivare in Colombia è un volo Iberia o Avianca con scalo a Madrid. Dalla capitale spagnola si può volare direttamente su Medellin o su Bogotà.

COME SPOSTARSI

La Colombia è un paese grande e variegato quindi i mezzi per spostarsi sono vari.

Sono comuni bus per spostamenti corto-medio raggio. Mentre per lunghe distanze e per luoghi dove non si arriva via terra (come El Valle) è meglio un volo interno.

Nelle città consiglio di usare Uber: funziona bene, è economico e più veloce e sicuro dei mezzi pubblici.

Per arrivare a El Valle dall’aeroporto di Bahia Solano queste apette saranno i vostri taxi 🙂

IL MIO ITINERARIO

Io ho iniziato il mio viaggio in Colombia da Medellìn, vivace città un tempo tristemente famosa per i problemi legati ai cartelli della droga. Qua si può visitare la Comuna 13, quartiere dal passato difficile, oggi colorato dai murales di artisti. Per avere un’esperienza speciale affidatevi a qualche associazione locale che si occupa di dare un futuro ai ragazzi di zona. Io mi sono affidata all’associazione Sembrando paz y esperanza (la trovate su Facebook) che opera da 10 anni.

Da Medellìn ho fatto un’escursione in giornata a Piedra del Penol e Guatapé. In un paio di ore di taxi (ma ci si arriva anche con un pittoresco bus locale) mi sono recata a Piedra de Penol, un altissimo monolite che si erge in bel paesaggio circondato da laghi e isolette. Per salirci si paga un biglietto di COP18000. Bisogna arrampicarsi per 740 gradini ripidissimi (ci impiegherete una ventina di minuti), ma il panorama ripaga!

In 15 minuti di auto si raggiunge Guatapé, coloratissima cittadina famosa per gli zocalos, le decorazioni delle case locali. Per fare questa escursione un driver chiede 150000 tutto il giorno (una trentina di euro). Io me lo sono fatto chiamare dall’albergo.

Dopo sono volata a Bahìa Solano, nella selvaggia provincia del Chocò che si affaccia sull’Oceano Pacifico (raggiungibile solo via aerea con i piccoli aerei della compagnia Satena). Qua ho alloggiato a El Valle, un villaggetto isolato ammantato dalla foresta pluviale e sono partita per un’escursione in lancha per avvistare le megattere e visitare il Parco dell’Utrìa. Ma di questa meravigliosa esperienza (il posto che più mi è piaciuto in Colombia) dedicherò un articolo a parte con tutti i dettagli.

Ho poi noleggiato un’auto (opzione che non consiglierei molto se avete più tempo di me) e passando per sinuose strade di montagna (calcola che ci sono pedaggi da pagare: da Medellìn pagherai COP8300) sono andata nella splendida regione dell’Eje cafetero.

Ho fatto base a Salento, graziosa città dal sapore coloniale e da qua ho visitato una finca (fattoria) dove si produce il celeberrimo caffè colombiano e fatto l’incredibile trekking della Valle del Cocora. Ho scelto la bella Finca El Ocaso (raggiungibile in 15 minuti di auto su strada sterrata) dove un tour guidato in spagnolo o inglese che costa COP20000 mi ha portato alla scoperta del processo di produzione: dalla coltivazione alla preparazione.

Caffè a la Finca de Ocaso, vicino a Salento

Un volo Viva Air mi ha portato poi nella splendida Cartagena, sul Mar dei Caraibi. Questa cittadina sarà sicuramente una delle tappe che più amerete in Colombia. Colorata, calda, con una popolazione che ricorda quella cubana e danze in ogni angolo! Inoltre è uno dei luoghi migliori per lo shopping e i souvenir.

La tappa successiva è stata Taganga (raggiungibile con i van della compagnia Marsol: +57300 677 9822 che vengono a prendere di fronte all’albergo) . Questo paesino è ahimè orribile, (quindi passaci meno tempo possibile) ma è la base migliore per arrivare al Parque Tayrona dove si dorme sulle amache. La lancha per il parco va prenotata il giorno prima (fatti aiutare dall’albergo o chiedimi il contatto) e in un’ora e COP100000 a persona (a/r) porta al parco.

N.B. Il Parque Tayrona è un posto selvaggio in cui le uniche sistemazioni sono in tenda o amaca all’unico, spartano campeggio che va assolutamente prenotato via whatsapp (chiedimi il contatto se ti serve). C’è solo un ristorante (colazione 7-10, pranzo 12:30-16, cena 18:30-20:30), un solo chioschetto e le docce hanno gli orari (6:30-10:30 e 14-21). Altrimenti dovrai fare un’escursione in giornata senza pernottare.

Sarò sincera: il tanto blasonato Parque Tayrona secondo me è SOPRAVVALUTATO e io non lo consiglio. Pieno di persone anche in bassa stagione, quando ci sono andata io, con un mare bello, ma tutto sommato ordinario (ne ho visti di meglio) e un personale di un’antipatia unica! Insomma, la “difficoltà” per arrivarci non è ripagata da ciò che ci si potrebbe aspettare: un luogo isolato e incontaminato in cui godere appieno della natura… forse una volta lo era, ma è ora non direi proprio.

Ho infine preso un aereo per Bogotà a cui consiglio di dedicare un paio di giorni per esplorarla in tutta tranquillità.

La teleferica di Medellìn

INTERNET E TELEFONO

Il wifi si trova con facilità in tutte le strutture alberghiere e, se non ti trovi in luoghi isolati funziona anche molto bene.

Se invece vuoi avere internet nello smartphone (è una cosa che io in genere consiglio per comodità) in Colombia devi accertarti di fare la registrazione dell’imei del vostro telefono. Quindi vai in un centro di telefonia e chiedi all’addetto di farvela; ti arriverà un SMS che ti comunica l’esito della registrazione. Se non lo fai, dopo 30 giorni dall’attivazione della SIM colombiana, indipendentemente da dove ti trovi e da quale SIM hai in quel momento, il tuo telefono si bloccherà automaticamente.

Strano ma vero: è una procedura che è stata adottata in seguito all’alto tasso di furti di cellulari in Colombia (vedi sopra alla voce “sicurezza”).

Generalmente le SIM si pagano in cash e quella della Claro costa COP23000.

Se atterri a Medellin non troverai il desk per comprare la SIM in aeroporto (almeno quando ci sono stata io ancora non c’era).

Piedra del Pedenol, a pochi chilometri da Medellin, Colombia

N.B. Le informazioni e prezzi in questo articolo sono aggiornati a Maggio 2020.

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