Cosa vedere e fare a Bucarest in tre giorni

Un fine settimana nella capitale romena alla scoperta del secondo palazzo più grande al mondo, chiese spostate su binari e parchi dove i salici si riflettono nei laghi.

Il turista che si reca a Bucarest per la prima volta forse non la troverà fascinosa come altre capitali europee. Molto è andato perso, interi quartieri sono stati rasi al suolo durante il regime comunista e della città di una volta non rimangono che rari stralci, a volte decadenti, di un’epoca di grande eleganza. Tuttavia se vi piace esplorare e lasciarvi stupire, Bucarest vi riserverà delle piacevoli sorprese. 

Se il mio diario sentimentale sulla capitale romena vi ha incuriosito almeno un po’, ecco di seguito una personalissima mini guida nel caso voleste visitare questa città poco nota alla maggior parte dei turisti.

Lipscani

Il primo suggerimento è di perdersi senza meta tra le vie del centro storico, giusto per farvi un’idea di che città sia Bucarest.

Tra grigi palazzoni in stile sovietico potrete trovare case in stile art nouveau, vecchi palazzi signorili sormontati da guglie e balconi dalle arcate decorate. Si tratta molto spesso di edifici, non ristrutturati e lasciati in decadenza, ma hanno il loro fascino e rappresentano una sbiadita testimonianza di quello che doveva essere la capitale romena prima che la sistematizzazione di Ceausescu facesse piazza pulita della vecchia Bucarest per riempirla di condomini anonimi.

Palatul Parlamentului

Forse non pensate che entrare nella Casa del Popolo (come veniva chiamato questo mastodontico edificio) possa essere interessante. Bisogna essere degli amanti del classicismo sovietico per apprezzare lo stile e la forma delle facciate esterne. Ma non fatevi ingannare dalle apparenze: vi posso garantire che dentro il palazzo è elegantissimo e del rigore minimalista sovietico non ha nulla.

In contrasto con l’esterno, le sue enormi sale sono un susseguirsi di arcate in marmo lavorato, giganti lampadari in cristallo, porte intarsiate e infiniti tappeti tessuti a mano. Tutto il materiale (o meglio il 90%) proviene dalle varie parti della nazione e fu lavorato da artigiani romeni secondo lo stile tradizionale del paese. Una visita all’interno del palazzo è stata per me una bella sorpresa e un’occasione per ammirare l’abilità manifatturiera di questo popolo che ha una particolare vocazione per l’artigianato.

La caratteristica principale del Palatul Parlamentului sono le dimensioni. È infatti uno degli edifici più grandi al mondo (secondo solo al Pentagono) o comunque il più pesante (ma l’hanno pesato??)

Qualche numero per farsi un’idea:

  • 6000000 dollari annuali sono solo le bollette di riscaldamento ed elettricità
  • 1000000 metri cubi di muratura
  • 5500 tonnellate di cemento
  • 3500 tonnellate di cristallo
  • 1000 tonnellate di basalto
  • 86 metri di altezza
  • 270 metri di lunghezza
  • 245 metri di larghezza
  • 200 architetti coinvolti
  • 20000 lavoratori che vi hanno lavorato
  • 40000 i cittadini di Bucarest evacuati per costruirlo

Fu voluto dall’ex dittatore Ceausescu che, rimasto impressionato dall’imponente architettura socialista della capitale della Corea del Nord dove si recò in visita, fece sparire interi quartieri di Bucarest per far spazio al suo quartier generale e alla sua idea di “città comunista”.

L’entrata al palazzo è possibile prendendo parte a una visita guidata che dura circa un’ora e mezza (quando ci sono andata io gli orari erano: ore 13 in romeno e 13:30 in inglese). Ricordate di portare con voi un documento di riconoscimento che vi verrà richiesto al momento dell’acquisto del biglietto e riconsegnato all’uscita. L’entrata costa 35 Lei e permette di scattare foto con lo smartphone; se invece volete usare la macchina fotografica c’è una piccola sovrattassa da pagare. L’accesso è sul lato destro (guardando la parte anteriore del palazzo). Alcune sale potrebbero non essere sempre visitabili poiché in alcuni giorni ospitano eventi e meeting.

Biserica Curtea Veche dedicata a Sant’Antonio (Strada Franceza)

È la più antica di Bucarest, risale al XVI secolo e fu niente poco di meno che la chiesa dell’Antica Corte Principesca. Graziosa e decorata esternamente con mattoni di due colori si trova vicino a Piazza Unirii e proprio di fronte a Hanul lui Manuc.

Se vuoi saperne di più su Hanul lui Manuc, leggi questo articolo su dove mangiare e bere a Bucarest.

Se avete una qualche nozione di romeno (o anche solo Google Translate) notate i nomi delle vie tutt’intorno: richiamano a un’epoca in cui il quartiere era l’epicentro di artigiani e commercianti.

Palazzo CEC

Proprio su Calea Victoriei (la lunga via che divide il centro storico) è un bellissimo edificio dalle forme morbide sede della Banca Nazionale Romena. La sua cupola in vetro e l’orologio contornato di statue contribuiscono alla sua eleganza e lo rendono riconoscibile a prima vista. Purtroppo dovrete limitarvi ad ammirarlo da fuori perché non è aperto al pubblico.

Biserica Stavropoelos

La quasi totalità delle chiese ortodosse di Bucarest sono molto piccole, ma questa le batte tutte! La Biserica Stavropoleos, risalente al 1724, è veramente minuscola ed è un gioiellino di architettura del periodo Brancoveanu. Vicino all’altare fu sepolto il parroco della chiesa, Ioan Lancranjan, che sotto il comunismo venne perseguitato dal governo. Non fu l’unico sacerdote di Stavropoleos a essere arrestato come prigioniero politico: anche Dumitru Iliescu Palanca subì la stessa sorte e morì dopo 15 anni di prigionia.

Se volete saperne di più sulla repressione del governo romeno in epoca comunista, leggete questo articolo.

La chiesa si trova a pochi passi dal Palazzo CEC su una strada pedonale in una delle parti più caratteristiche ed evocative della capitale.

Biserica Italiana (Bulevardul Nicolae Balcescu)

Ecco uno di quei casi tipicamente bucarestiani in cui state passeggiando, un po’ stufi di vedere condomini dalle linee monotone, e improvvisamente, come un fulmine a ciel sereno, vi trovate davanti una bella chiesetta nascosta. Questo edificio, letteralmente incastonato da palazzi di varie epoche, ha un’aria vagamente medievale, con la parte esterna in cortina e la sua alta torre. Tuttavia non è in realtà così antica: risale agli inizi del XX secolo e fu inaugurata nel 1916 alla presenza dell’allora ambasciatore italiano Fasciotti. Presenta uno stile (romanico con elementi gotici del nord Italia) anomalo nel panorama architettonico di Bucarest.

Ateneo Romeno

Io non sono una fan del neoclassico, ma questo edificio splendido sormontato da una larga cupola è riesce ad essere elegantissimo. A due passi dal Parco Cismigiu (vedi più sotto, al paragrafo sui parchi), l’Ateneo Romeno è la sede della Filarmonica George Enescu e il simbolo, in città, della musica classica.

Monastero Antim (Strada Antim)

Questo grazioso monastero ha una storia alquanto singolare. Durante l’era di Ceausescu rischiava di fare la fine di tante altre chiese del centro storico di Bucarest, ovvero la demolizione totale. Fu però risparmiato dalle ruspe del dittatore e venne spostato di 20 metri facendolo letteralmente slittare su dei binari. Trovarla, come molte altre chiese della capitale, non è scontato: è nascosta dietro muraglie di condomini.

Se volete sapere di più sulla strana storia delle chiese spostate di Bucarest, leggete questo articolo.

Parchi

Ne avete abbastanza dello stile di guida creativo dei romeni e del caos di Bucarest? La buona notizia è che la capitale romena è piena di bei parchi, grandi spazi verdi in cui riprendersi dagli effetti negativi della metropoli. Tra questi ve ne segnalo tre.

Non si tratta di un parco in senso stretto, ma il Muzeu National al Satului (Museo nazionale del villaggio, entrata 10 Lei) è in realtà un grande spazio all’aria aperta, con prati, giardini e alberi in cui sono stati riprodotti in dimensioni reali le abitazioni e le chiese dei villaggi rurali tipici di tutta la nazione.

Anche se non siete particolarmente interessati all’argomento, si tratta di un luogo imperdibile se non altro per l’atmosfera e per capire un po’ di più la Romania. Infatti la vita di campagna è un tassello fondamentale nella cultura di questa nazione dalle forti tradizioni rurali. La Romania è un paese prevalentemente agricolo e ancora oggi, se vi capita di uscire dalle grandi città, vi troverete immersi in un mondo d’altri tempi fatto di piccoli villaggetti con nidi di cicogne sui pali della luce, carretti trainati da cavalli, covoni di fieno e portici intarsiati in legno.

Se il vostro viaggio non prevede altri luoghi all’infuori di Bucarest, il Muzeul Satului è un motivo in più per farsi un’idea dello stile delle campagne romene (anche se ormai queste case tipiche stanno per scomparire, totalmente rimpiazzate da moderne costruzioni tirate su con i soldi della diaspora).

All’interno del parco tra l’altro c’è anche un ristorantino con tavoli all’aperto, Hanul la Bariera, (poco prima del mulino) dove si mangia benissimo!

Parc Cismigiu

anche conosciuto dalla gente del posto come il parco degli innamorati, è effettivamente un posto evocativo con il suo laghetto lambito da salici piangenti, i caffè all’aperto e i vialetti che si fanno strada tra gli alberi che in primavera sono un’esplosione di fiori.

Parc Tineretului 

Meno romantico del Cismigiu, ma altrettanto piacevole è questo parco che si trova proprio alle spalle del cimitero cattolico e poco lontano dal ben più interessante Cimiteru Bellu (che è un po’ il camposanto degli scrittori romeni: vi sono sepolti alcuni dei più grandi intellettuali del paese).

Fu chiamato così (letteralmente “Parco dei Giovani”) perché creato grazie al lavoro volontario della gioventù comunista che, spronata dal Partito, partecipò attivamente al piano di “lavoro patriottico”. Se state viaggiando con i vostri bimbi, sappiate che in questo parco enorme c’è anche un luna park e aree attrezzate per il gioco.

Ma non finisce qui…

Se volete saperne di più sul progetto di sistematizzazione che sconvolse Bucarest sotto il regime comunista, date un’occhiata a questo articolo sulle chiese spostate (sì, avete letto bene: alcune chiese furono letteralmente fatte slittare su binari per cambiarne la locazione!)

Se invece potete farne a meno di “farvi una cultura” sull’urbanistica di Bucarest e vi è solo venuta fame, l’articolo che fa per voi è questo sulle locande in cui gustare la cucina tipica e sorseggiare ottime birre romene.

© 2017, Cristina Cori. All rights reserved. Copyright © CristinaCori.com

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