Salt, cittadina ottomana capitale della tolleranza

Salt, cittadina ottomana nella provincia di Balqa, nella Giordania settentrionale, è stata recentemente inserita dall’UNESCO nella lista dei patrimoni dell’umanità con la dicitura “città della tolleranza e dell’ospitalità”. E questa nomina se la merita tutta visto che a Salt musulmani e cristiani vivono senza separarsi in quartieri e importanti chiese si alternano a moschee.

Salt sorge in una posizione pittoresca arroccata com’è sulle colline Qala’a, Jada’a e Salalem e fu una città molto importante nella regione, ben più di Amman. Infatti sotto l’Impero ottomano era un centro molto popoloso, ricco e dinamico grazie principalmente a due fattori: la sua terra fertile (Salt fu anche centro produttivo di zucchero di canna a partire dal IX secolo fino a quando poi la concorrenza spietata delle piantagioni americane assorbì il mercato) e la sua locazione sulla strada verso la vicina Gerusalemme.

Amman scavalcò in importanza Salt solo dopo che fu dichiarata capitale dell’emirato di Transgiordania. Prima di allora Amman era abitata per lo più da pastori e dai circassi che gli ottomani vi trasferirono a causa dell’avanzata russa nel Caucaso.

Insomma, come dico sempre, la Giordania non è “solo” Petra, ma ha molto di più da offrire. 

Veduta di Salt dal Museo archeologico

COME ARRIVARE

Salt si può visitare in giornata dalla vicina Amman. La visita vi prenderà non più di una mattinata.

Con i mezzi pubblici a Salt si arriva solo da Amman (per saperne di più su come spostarsi in Giordania leggete questo articolo). Ci sono varie opzioni:

1) posteggio dei local bus di Sweleh, in arabo si scrive صويلح (dal centro in taxi massimo JOD4. Consiglio di usare Uber o Careem) durata: 20 minuti, costo JOD0,50

… (su come districarsi con i tassisti giordani scriverò a breve un articolo)

2) Stazione bus di Ragadhan (JOD0,75, durata 45 minuti traffico permettendo). N.B. Al ritorno potere chiedere di lasciarvi “al balad”, ovvero in centro, e l’autista vi scaricherà nei pressi di Hussein Street. È un’opzione consigliata se avete l’hotel in centro

3) Stazione bus in prossimità della University of Jordan (JOD0,50, durata 30 minuti)

Al Khader Street, Salt

COSA VEDERE

MUSEO ARCHEOLOGICO

Cominciate la visita dal Museo archeologico di Salt (JOD2, gratuito con Jordan Pass), ospitato nella casa Tourqan, perfetto esempio di architettura ottomana che caratterizza Salt, dell’omonima famiglia che ci visse fino agli anni Cinquanta quando divenne una scuola.

MUSEO ABU JABER

Continuate addentrandovi nel centro facendo tappa al Museo Abu Jaber (entrata gratuita) che è di fatto la sede del centro informazioni. Qua potrete prendere materiale informativo in inglese e la mappa della cittadina. C’è anche una sala in cui viene proiettato un breve video che spiega Salt (per ora è solo in arabo).

Cortile interno della Tourqan house (oggi Museo archeologico di Salt)

HARMONY TRAIL

La visita delle principali attrattive di Salt si snoda lungo il percorso ribattezzato Harmony trail proprio per la caratteristica di armonia culturale e religiosa che si respira in questa cittadina.

Alti minareti delle moschee si alternano a importanti chiese… questo è Salt: connubio armonico di fedi e culture

Lungo questo percorso pedonale (che non vi prenderà più di un’oretta e mezza) incontrerete:

1) CHIESA LATINA

Di fronte al centro informazioni trovate la prima chiesa latina di Giordania. Progettata dall’architetto italiano Giovanni Moritan, è edificata con la tipica pietra gialla che è una delle caratteristiche architettoniche di Salt. Tutta la città fu infatti costruita con questa roccia calcarea gialla estratta nella vicina Wadi al Ser.

2) PIAZZA AL AIN

Questa piccola piazzetta ombreggiata da alberi è il centro di ritrovo degli anziani del centro storico che vengono qua a sorseggiare tè e caffè e soprattutto a giocare a backgammon e a manqala. Il manqala di un antico gioco da tavola che prende il nome dal verbo arabo “muovere” e consiste nel conquistare le pietruzze dell’avversario.

Soffermatevi ad sbirciare le mosse dei giocatori.

3) GRANDE MOSCHEA

Proprio dietro la piazzetta sorge questa moschea, una delle maggiori di Salt. Risale al tempo dei Mamelucchi ed è stata menzionata anche dall’esploratore svizzero Burkhardt (colui che riscoprì Petra) nel suo libro “Travel in Syria and Holy Land”.

Anche la Grande Moschea, come tutti gli edifici del centro di Salt, sono stati edificati con la pietra calcarea gialla

4) OSPEDALE EVANGELICO (O INGLESE)

A pochi passi dalla moschea se vi inerpicate sulla stradina che si dipana proprio dietro la piazzetta arriverete all’ospedale evangelico. Si tratta di un palazzo che fu scuola, chiesa nonché primo ospedale in Giordania. Andate sul terrazzo per ammirare Salt dall’alto.

Le finestre ottomane di Salt sono una delle caratteristiche architettoniche di questa cittadina

5) CHIESA ORTODOSSA DI AL KHADER

Imboccate Al Khader Street che vi condurrà alla chiesa di San Giorgio (in arabo Al Khader), una piccola perla nascosta in un cortile e che secondo me è la parte più interessante dell’intera Salt.

Questa chiesetta è dedicata a San Giorgio, santo molto venerato dai cristiani ortodossi. Da fuori non promette nulla di speciale, ma basta entrare per scoprire un interno molto suggestivo ricavato da una costruzione che ricorda un po’ le chiese rupestri. La piccola chiesa è tappezzata di quadri che rappresentano il santo sul suo cavallo alle prese con la sua impresa più epica: l’uccisione del drago (rappresentazione del male).

Alcune caratteristiche rendono unico questo posto:

-Innanzitutto è un luogo di culto sia per cristiani sia per musulmani. Infatti all’entrata della chiesa si trovano un bagno e dei lavandini per le abluzioni che i fedeli islamici fanno prima di pregare. Mentre la sala sinistra è il luogo in cui i musulmani possono pregare (altro notevole esempio di tolleranza religiosa!)

-Nella chiesa c’è un’impronta nel pavimento. Si tratta di un miracolo recente, apparso qualche anno fa (chi dice nel 2009 chi nel 2016). Secondo i fedeli è l’impronta del piede sinistro del santo, il piede con il quale fa leva per montare a cavallo. I fedeli sostengono che in alcuni momenti si può sentire il suono del galoppo.

-Infine c’è una piccola nicchia ricavata da una minuscola rientranza della pietra dove scende dell’olio. Per i credenti si tratta anche in questo caso di un miracolo. È a questa nicchia che essi affidano pezzi di carta in cui hanno scritto le loro preghiere.

Ah, se passate qua salutatemi Malik, l’amabile custode, che è sempre lieto di fare da guida nella chiesa (per chi capisse l’arabo)

Nicchia della Chiesa di San Giorgio da cui esce l’olio

5) DORMITORIO DELLA VERGINE MARIA

Questo bell’edificio che ospitava una scuola risale al XVI secolo, ma fu ristrutturato grazie alle donazioni dei cittadini di Salt.

6) CASE OTTOMANE PATRIMONIO DI SALT

Varie sono le abitazioni che hanno conservato il tipico stile architettonico ottomano. Alcune sono state convertite in guesthouse, in altre si può mangiare o bere qualcosa e sono visitabili. Tra queste vi segnalo:

La casa Qaqaish: fu la residena privata di un’antica famiglia cristiana. Inizialmente riconvertita in ristorante, poi in guesthouse, questa cassa è oggi sede del Municipio di Salt.

La casa di Al Khalili: questo edificio della famiglia Al Khalili che tempo addietro ospitava un mulino, fu trasformata in guesthouse ed è ora luogo di eventi culturali.

La casa di Fatima: tuttora abitata dalla signora Fatima, ha un ampio terrazzo in cui si può pranzare (su prenotazione).

Salt è famosa per la sua architettura in stile ottomano

7) HAMMAM STREET

Concludete la vostra visita in Hammam Street, la più vecchia strada di Salt chiamata così perché ospitava un hammam (bagno turco). Oggi è la via dei bazar della città. Si tratta di una strada pedonale lunga circa 300 metri, che in passato si divideva in due parti: la parte alta (dove si vendevano frutta, verdura e generi alimentari) e quella bassa (zona riservata alla vendita di bestiame e cavalli). Tra i suoi negozi troverete drogherie (dove poter comprare i famosi fagioli di Salt, consumati in 5 modi: freschi, secchi, al forno, abbrustoliti, macinati), profumerie tipiche giordane, negozi di abaya (lunga veste femminile ricamata a motivi geometrici), pasticcerie di knafeh (tipico dolce giordano ripieno di formaggio filante), attar (farmacie tradizionali in cui si vendono erbe medicinali come la salvia, in arabo maramiye, usata per dolori di stomaco e timo, in arabo za’atar, per le vie respiratorie) e tanto altro.

Hammam Street, la via dei bazar di Salt

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