10 luoghi “segreti” di Petra che (forse) non conosci

Anche voi pensate che Petra sia “solo” il Tesoro? O che esista un unico percorso? O che una sola giornata basti per vederla tutta? Beh, allora questo articolo su alcuni dei luoghi “segreti” di Petra è per voi!

Già, perché innanzitutto Petra è un sito archeologico enorme: fu l’antica capitale dell’impero nabateo che nel suo periodo di massimo splendore contava 30000 abitanti.  Inoltre ha tanti luoghi poco conosciuti che normalmente i visitatori non conoscono affatto o dove comunque non arrivano.

E ci credete se vi dico che anche per me che ci vivo ormai da più di un anno Petra è ogni volta una scoperta? Se siete così intraprendenti da volerla esplorare fino in fondo, allora seguite questa breve e intensa guida. Ma intanto per informazioni più generiche per organizzare al meglio la vostra visita a Petra leggete Petra, tutte le info i costi e i consigli per visitare l’antica capitale nabatea

 

La tomba Incompiuta di Al Habis, uno dei monumenti meno conosciuti di Petra, ma che ci svela le tecniche architettoniche nabatee

#1 LA TOMBA DI SESTIO FIORENTINO

Cominciamo con il più semplice e facilmente raggiungibile: la tomba di Sextius Florentinus, governatore romano della Provincia di Arabia.

Questo personaggio di spicco aveva tanto ammirato l’arte nabatea sepolcrale che volle avere una tomba scolpita tra le pareti di arenaria di Petra, in perfetto stile nabateo. In base al suo volere, il figlio fece scolpire sulla parete di roccia ai piedi del Khobta, la tomba del padre. Tra le particolarità spiccano elementi architettonici insoliti o comunque di influenza romana come la testa della Medusa racchiusa nell’arco in cima alla porta d’ingresso e un’aquila. 

Si trova subito dopo le Tombe Reali. Passata l’ultima (la Tomba del Palazzo), invece di proseguire verso l’alto intraprendendo la scalinata che segna l’inizio del sentiero del Jabal Khobta, andate verso il basso. A circa 200 metri sulla destra dopo un brevissimo percorso sabbioso troverete questa tomba, uno dei pochi sepolcri non nabatei del luogo. 

Tomba di Sestio Fiorentino

#2 LA CASA DI DOROTEO

Tra i luoghi segreti di Petra non posso non inserire un posto molto sconosciuto: la casa di Doroteo. 

Il termine “casa” è un parolone per i nostri standard perché si tratta di un complesso di grotte comunicanti. Ma nonostante l’aspetto (e a notare le condizioni attuali viene usata come stalla per le capre della zona…) nel IV secolo d.C. questa era la casa di una famiglia benestante. Notate le scalette scolpite nell’arenaria e i terrazzini probabilmente usati per la coltivazione di ortaggi. 

Non è una tappa imperdibile, ma sicuramente è un percorso è molto carino fuori dagli itinerari battuti in cui potete sentirvi un po’ Indiana Jones 🙂 . Quindi prendetevi il vostro tempo lontani dalla folla e godetevi del bel panorama sul Umm Biyyara, il massiccio montuoso alle spalle del Al Habis. E se avete tempo, esplorate il percorso Wadi Umm Sayhoun che porta fino al villaggio beduino dove ci sono altre tombe sconosciute.

Per trovarla proseguite lungo il sentiero della Tomba di Sestio Fiorentino fino a incrociare il letto secco del fiume Wadi Mataha e sulla destra troverete questa dimora.

Casa di Doroteo
Casa di Doroteo. Indubbiamente tra i luoghi più “segreti” di Petra.

#3 LA CHIESA BLU

Saprete forse che esiste anche un periodo cristiano nella storia di Petra. Infatti questa città non fu abitata solo da Edomiti, Nabatei e conquistata dai Romani ma, nel V secolo d.C., ebbe anche un’epoca bizantina. Fu da quel momento e fino all’arrivo dell’Islam che alcuni templi e tombe nabatee furono modificate e riconvertite in chiese.

L’esempio più noto è quello della Chiesa Bizantina, riconoscibile in lontananza dal grande tendone bianco che la ricopre per proteggerne il pavimento mosaicato.  Questo luogo è tuttora consacrato: vi si svolgono occasionalmente cerimonie cattoliche. Tuttavia, se vi prendete 10 minuti in più, noterete che poco più su, giusto dietro a questa chiesa se ne trova un’altra: la Chiesa Blu. Purtorppo non è rimasto quasi nulla di questa basilica se non le quattro colonne di granito azzurro egiziano sormontate da capitelli in stile nabateo. Il monumento prende il nome dal colore delle sue colonne.

Se avete ancora 5 minuti potete proseguire un po’ oltre. Arriverete alla Chiesa del Crinale del colle, così chiamata perché sorge proprio sull’orlo dell’altura.  Di questo luogo è rimasto ancora meno: praticamente solo la base. Tuttavia da lì avrete una magnifica vista sulle Tombe Reali e sulle grotte oltre la strada che conduce al villaggio beduino di Umm Sayhoun. Inoltre notate nei pressi della chiesa le tre cisterne di epoca nabatea scavate nel terreno per la raccolta dell’acqua, una delle testimonianze dell’incredibile sistema idrico dei Nabatei.

Le colonne di granito egiziano della Chiesa Blu

#4 LA FONTANA DEL LEONE

Petra è una vera e propria città scolpita in mezzo alle montagne Sharah e al suo interno ha molti sentieri. Il mio preferito è il Wadi Farasa, un ripido percorso che scende dal Jabal Madhbah e che inizia dopo una breve deviazione dall’altura del Sacrificio. Questo percorso molto suggestivo rimane un po’ nascosto ed è pieno di meravigliose vedute e piccole chicche. Una di queste è la Fontana del Leone: un grande leone scolpito su una parete rocciosa.

In epoca nabatea si trattava appunto di una fonte d’acqua, alimentata dai canali incisi nell’arenaria (notateli poco più in alto del bassorielievo e fate caso che continuano in discesa lungo la scalinata che scenderete subito dopo), che sgorgava dalla bocca dell’animale che però non si vede perché la testa è andata persa. Non si sa granché della funzione, ma gli archeologi pensano si trattasse di una fontana usata per i culti religiosi.

La Fontana del Leone sul percorso del Wadi Farasa

#5 IL TRICLINIO COLORATO

Da fuori non le “dareste due soldi”, come diciamo a Roma, perché non ha neanche una facciata propiamente detta. Tuttavia se entrate scoprirete l’unico triclinio decorato con bassorievi di colonne e nicchie. A renderlo ancora più speciale però sono i colori naturali della stratificazione dell’arenaria che sfumano dal rosa al grigio e che gli sono valsi il nome di “colorato”.

Troverete questo triclinio (i triclini erano le sale in cui si tenevano i rituali annuali in onore dei morti) sul percorso del Wadi Farasa. Giusto dietro la Tomba del Giardino, sulla destra.

Il Triclinio colorato

#6 IL CIRCUITO AL HABIS E LA CASA DI MAFLEH

In pochissimi si prendono la briga di girare attorno al massicio Al Habis o salirci sopra. Si tratta invece di un breve e grazioso sentiero (è un circuito perché fa il giro della montagna) con vista sulla gola delle sorgenti d’acqua di Petra, Sabra Trail e alcune grotte ancora abitate.

In particolar modo qua si trova la grotta di Mafleh, un vecchio beduino molto alla mano che ha aperto un piccolo cafè nel patio di casa sua e che sarà lieto di intrattenervi narrandovi della sua vita e di Petra. Il suo luogo non è nelle mappe perché Mafleh non ha voluto. Tuttavia è molto orgoglioso degli articoli che varie riviste, tra cui National Geographic, e guide di viaggio hanno scritto su di lui e se avrete la fortuna di incontrarlo ve li mostretà sicuramente.

Al Habis è riconoscibile dal selciato romano dalla sagoma a forma di cammello. Lo incontrerete alla fine della Strada Colonnata.

Parte della montagna Al Habis vista dalla Strada Romana. Si riconosce dalla sagoma a forma di cammello

#7 IL COLOMBARIO DI AL HABIS E TOMBA INCOMPIUTA

Il colombario non è segnato nelle cartine di Petra, ma si trova alle pendici del massiccio roccioso Al Habis. Gli archeologi la hanno datata intorno al I-II secolo d.C. durante l’epoca della dominazione romana della città, quando le colombaria (ovvero i luoghi in cui venivano custoditi in celle i morti) erano comuni. 

Tra il colombario e il retro del Palazzo della Ragazza, se osservate bene la parete rocciosa, vedrete la Tomba Incompiuta. Non è niente di speciale dal punto di vista estetico, ma si tratta di un’importante testimonianza perché ci dà un indizio su come i Nabatei scolpivano le loro tombe.

La tecnica infatti consisteva nello scavare e scolpire le montagne dall’alto verso il basso. Questo perché i massicci montuosi di Petra e dintorni sono in arenaria, una roccia sabbiosa molto fragile; quindi per essere sicuri che la parete tenesse e non venisse giù durante la lavorazione, bisognava iniziare la lavorazione a partire dall’alto. La Tomba Incompiuta è infatti scavata solo nella parte superiore, mentre la metà inferiore è ancora solo parete rocciosa.

Colombario

#8 LA STANZA DIPINTA

Questa piccola perla nascosta non vi lascerà a bocca aperta come tanti altri luoghi dentro Petra, ma rappresenta una delle poche testimonianze delle abitazioni di epoca nabatea.

A Petra non si hanno molti indizi di come e dove vivessero i Nabatei, mentre l’architettura cultuale e sepolcrale è invece ciò che si è meglio conservato. Questo perché i Nabatei erano una popolazione non stanziale ma originariamente nomade quindi non davano molta importanza alle abitazioni. Basti pensare che lo storico greco Diodoro nel 312 a.C. scrisse che presso i Nabatei era prevista la pena di morte per coloro che costruivano case.

D’altra parte avrete notato che attribuivano grande valore alle tombe perché credevano nell’aldilà. Quindi questa piccola stanza affrescata è più unica che rara! Notate che a differenza delle tombe le pareti delle case venivano stuccate e dipinte.

Per trovarla dovrete imboccare il poco conosciuto sentiero As Siyyagh che conduce alle fonti d’acqua di Petra: ve lo trovate di fronte al ristorante Basin, prima della scalinata che sale al Monastero. A 5 minuti dall’inizio del percorso individuate gli scalini sulla destra che si inerpicano lungo la montagna e saliteci, vi condurranno alla stanza dipinta. 

La stanza dipinta, rara testimonianza di casa nabatea

#9 IL TRICLINIO DEI LEONI

Rimanendo in tema “leoni”, animale spesso associato alla divinità nabatea Al Uzza, a non più di 5 minuti dopo l’inizio della scalinata per arrivare al Monastero si trova un altro luogo poco conosciuto. Fate caso a una piccola deviazione sulla sinistra indicata da una placca didascalica, imboccatela e vi porterà al Triclinio dei Leoni. Si tratta di due tombe rupestri, che si affacciano su un piccolo avvallamento, con due felini scopliti ai lati della porta. 

Uscendo da questa piccola gola nascosta proseguite la visita inserpicandovi lungo la scalinata e prestate attenzione alle grotte che ci sono lungo il sentiero. Erano le caverne utilizzate in epoca cristiana dagli eremi. 

Il Triclinio dei Leoni, lungo il sentiero Ad Deir che conduce al Monastero

#10 LO SNAKE MONUMENT

Last but not least…lo Snake Monument!

Lo sapevate che fino al 1985, anno in cui l’UNESCO dichiarò Petra Patrimonio dell’umanità, i beduini vivevano dentro al sito nelle grotte? Ebbene sapevatelo :-).  Ma soprattutto lo sapevate che ci sono delle famiglie di beduini che vivono ancora dentro Petra, lungo il Sabra Trail fino grotte all’altezza dello Snake Monument? Sapevatelo anche questo 😂

Il Nome “Snake Monument” fa pensare a un monumento particolare, in realtà questo posto prende il nome da una grande roccia bianca che ha la forma di un serpente avvolto su se stesso (…a me in realtà è sempre sembrata più una cacchetta che un serpente, ma questione di interpretazioni).

Pietre strane a parte, lungo questo sentiero potrete vedere in lontananza molte altre facciate di tombe nabatee nel cosidetto stile assiro e conoscere i beduini che vivono nelle grotte o nelle tende. Fermatevi a prendere un tè con loro in un’atmosfera rilassata fuori dalle rotte più turistiche. E noterete che sì vivono ancora alla maniera tradizionale sostentandosi di pastorizia, ma che le loro case dispongono di pannelli solari per l’elettricità e che i tubi dell’acqua arrivano fin qua. Si tratta indubbiamente di uno dei luoghi più “segreti” di Petra!

Questo percorso è un luogo molto all’interno del sito archeologico dove veramente in pochi arrivano, principalmente perché è  lontano dai percorsi turistici più conosciuti e è quindi un po’ isolato.

Sabra Trail all’altezza dello Snake Monument. Uno dei luoghi “segreti” di Petra

 

Di luoghi “segreti” a Petra e piccole chicche lungo i sentieri ce ne sono molti molti altri, ma mi riesce difficile indicarli perché tanti sono celati tra le montagne e non ci sono sentieri specifici per raggiungerli. Alcuni, come le edicole votive scolpite, si mimetizzano tra le pareti rocciose lungo il percorso del Wadi Farasa. Addentrandosi tra i monti della città rosa o anche solo guardando con attenzione ne potrete scorgere vari.

Un piccolo consiglio: ogni volta che vi trovate su un punto panoramico a Petra aguzzate la vista. Vi accorgerete che i monti sono butterati di infinite grotte e scorgerete in ogni lato, anche in lontananza, moltissime facciate di tombe nabatee.

E voi li conoscevate questi posti? Ne avete altri da consigliarmi? Fatemelo sapere nei commenti.

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E se avete bisogno di una guida per esplorare alcuni luoghi segreti (e non) di Petra, sapete dove trovarmi 😉 

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