La Giordania è un paese molto sicuro, dove la criminalità almeno quella ai danni del turista è quasi inesistente, ed adatto anche alle viaggiatrici solitarie (parola di viaggiatrice solitaria!)
Detto questo, vorrei da una parte, darti alcuni consigli per evitare alcune piccole fregature e, dall’altra, tranquillizzarti su alcune leggende metropolitane che circolano su questo paese e che forse avrai sentito. Se stai pensando a una vacanza in Giordania e non sai da dove iniziare potrebbe interessarti anche Organizzare un viaggio in Giordania, ecco cosa sapere e Guida alla Giordania fai da te dei miei amici Ilaria e Marco del blog Viaggio solo andata.
LE FURBIZIE…
1) TASSISTI
Io li evito! “Professionalità” non sembra essere la parola d’ordine del tassista medio giordano.
Innanzitutto quelli che usano il tassametro sono più unici che rari e questo ti costringerà a dover contrattare ogni volta sul prezzo (fateci l’abitudine…in Giordania negoziare è la norma come nella migliore tradizione mediorientale); il problema è che, almeno che non ci viviate, non avrete idea del prezzo giusto. E qua la “sòla” (come la chiamiamo a Roma) arriva facile facile perché indovinate un po’? I prezzi sono ovviamente molto gonfiati. La soluzione? Si chiama Careem che è tipo Uber, ma arabo, (c’è anche Uber, però è un po’ più caro) e ad Amman funziona alla grande. Almeno non avrai sorprese sul prezzo e sull’itinerario.
Altro motivo per usare questa applicazione sta nelle recensioni. Potendo valutare la qualità della corsa, i driver sono sempre rispettosi e professionali. Infatti vivendo in Giordania devo dire che non ho quasi conosciuto tassista che non ci abbia provato. Mai molesti o pericolosi, sia chiaro, ma non è proprio piacevole dover ogni volta stare sul chi-va-là. Soprattutto femminucce, non accettate inviti a sedervi sul sedile davanti se nel taxi ci siete solo voi.
Paragrafo a parte ho dedicato ai “simpaticissimi” tassisti alla frontiera di Aqaba…lì purtoppo Uber non c’è e bisogna stare ai loro “ricatti”, ma se vuoi sapere come cavartela leggi Entrare in Giordania dalla frontiera israeliana di Eilat, tutto quello che devi sapere

2) LA BOTTIGLIETTA D’ACQUA
Un’usanza che noterete spesso è quella della bottiglietta d’acqua sul tavolo non appena ti siedi ai ristoranti e ai shisha bar. Il dubbio sorge spontaneo: nessuno ha ordinato questa bottiglia, quindi è da considerarsi un omaggio o cosa? Spoiler: non te la regalano. Quindi se la apri e la consumi dovrai pagarla. Il prezzo è onesto, ma la modalità ambigua.
3) CAVALCATA GRATIS A PETRA
Se vieni in Giordania, suppongo che come minimo una visita a Petra la dedicherai. In tal caso il mio articolo Petra, tutte le info i costi e i consigli per visitare l’antica capitale nabatea e 10 luoghi “segreti” di Petra che (forse) non conosci ti tornerà utile.

Appena entri dall’entrata principale del Visitor Centre sarai “assalit*” da coloro che vi inviteranno a raggiungere l’entrata del Siq a cavallo. Ti diranno che è gratis perché incluso nel prezzo. Ti mostreranno anche che è scritto nella mappa che si prende prima di entrare. Tutto vero. Però sappi che a fine percorso ti chiedranno la mancia e insisteranno non poco. La cosa più fastidiosa è che pretenderanno una mancia di almeno 5 dinari. Se non hai dinari, niente paura loro prendono tutte le valute, dollari, euro, shekel…
Qualcuno con grado pro di furbizia magari per convincerti a venire con lui a cavallo lungo Al Madras trail, conosciuto come anche come Indiana Jones trail, ti proporrà una “incredibile offerta” dicendoti che per te il percorso è gratis (perché lo chiederà come favore al ranger che presiede il gabiotto all’inizio del sentiero) e che pagherai solo il cavallo, JOD30. Beh, il percorso è gratis anche se non lo chiedi al ranger: tutti i trail dentro Petra sono gratuiti. Quello che paghi, in caso, è la guida che vi accompagna… quindi non illuderti, non ti stanno facendo nessuno sconto!
P.S. Mi preme specificare che le persone che incontrerete prima del Siq (i venditori nelle bancarelle e quelli con i cavalli) non sono beduini, anche se a volte capita che si spaccino per tali. I beduini, quelli veri, li incontrerete dentro e dopo il Siq e soprattutto dal Tesoro in poi.

… LE LEGGENDE METROPOLITANE
1) IL MAR MORTO È ACCESSIBILE SOLO A PAGAMENTO
Ni… ovvero, in Giordania, a differenza della controparte israeliana dove potrete galleggiare nel Mar Morto senza sborsare soldi, ufficialmente bisogna accedere al mare tramite spiagge e resort privati. Tuttavia c’è un luogo, frequentato dai locali, dove potrai fare il bagno senza pagare. Ti avverto però che il posto è piuttosto selvaggio: niente comfort. Il massimo a cui puoi aspirare sono delle spartanissime docce al costo di JOD3 in cui l’acqua è contenuta in taniche, e al fango venduto da un signore che passa con una busta a distribuirlo per la modica cifra di un dinaro (invece dei 3 che chiedono negli stabilimenti privati).
Bene, come si arriva? Niente mezzi pubblici: deci avere una macchina (al riguardo potrebbe interessarti il mio articolo Le migliori strade panoramiche giordane e consigli per guidare in Giordania). Se non ne hai una dovrai affidarti a un tassista (vedi punto 1) che però insisterà nel dirti che non esistono spiagge libere e che ti dovrà accompagnare in una di quelle “ufficiali”.
La spiaggia si chiama Salty Beach ed è all’altezza del palmeto del Wadi Mujib. Precisamente a questo link qua.

2) PER GUIDARE IN GIORDANIA È OBBLIGATORIA LA PATENTE INTERNAZIONALE
No. Ancora una volta su blog e social vari la questione è stata dibattuta a lungo. E non lo dico io solo io, che comunque in Giordania ci vivo e ci ho viaggiato anche con auto a noleggio,ma lo dice anche il sito dell’Ente del Turismo Giordano che linko e cito: “È valida la patente del proprio paese di origine, purché sia stata conseguita da almeno un anno“. L’informazione è riportata anche sul sito ufficiale della Farnesina Viaggiare Sicuri in cui si specifica che le auto noleggiate possono essere guidate con la patente italiana.

3) I BEDUINI DI PETRA SONO PERICOLOSI, DROGANO IL TÈ (…E NON SONO NEANCHE BEDUINI, MA ZINGARI)
Si tratta di stupidaggini. I beduini sono sí, dei personaggi un po’ anarchici, a volte sopra le righe, che “prendono fuoco” facilmente e sono anche un po’ latin lover, ma su di loro girano molte diffamazioni. Non drogano nessuno e sebbene a volte possano risultare insistenti, non forzano i turisti a fare cose che non vogliono. Queste voci in realtà vengono messe in giro da alcuni abitanti di Wadi Musa che a causa del conflitto di interessi e del business all’interno di Petra cercano di infangare la reputazione della comunità beduina del posto.
Anzi, vi posso garantire che i beduini sono molto ospitali e gentili, che hanno un gran senso dell’umorismo e soprattutto che una visita a Petra è una visita a metà se non la vivete con loro che sono i migliori conoscitori del sito.
Inoltre c’è da dire che non corre sempre buon sangue neanche tra le comunità beduine di Petra e quelle del Wadi Rum. Questi ultimi sono soliti dire che la cultura beduina a Petra è ormai corrotta e che quelli veraci sono loro nel deserto, non le tribù della città rosa. Poi c’è chi, per screditare ulteriormente la loro reputazione, afferma che i beduini di Petra, sopratutto quelli che si truccano gli occhi con il kohl, sarebbero zingari (come se poi questa fosse un’offesa…). In realtà il gruppo etnico dei Bdoul, così si chiamano i beduini di Petra, non ha origini gitane: sono anche essi, come quelli del Wadi Rum, nomadi del deserto della Penisola Arabica.
Per appianare i dubbi basti pensare che i beduini di Wadi Musa hanno vissuto per secoli dentro Petra fino a quando nel 1985 l’UNESCO dichiarò il sito Patrimonio dell’Umanità e il governo giordano li fece uscire per preservare il luogo. Lo Stato costruì l’odierno villaggio di Umm Sayhoun, a un paio di chilometri da Wadi Musa. Oggi la maggior parte di loro vive nelle case con elettricità e acqua corrente.
Di questo e della mia vita a Petra con i beduini ne parlo nel mio libro La vita segreta di Petra.

Spero che questo articolo ti sia utile e ti abbia un po’ tranquillizzato. Chi sono io per parlarti di Petra? Se ancora non mi conosci da’ un’occhiata a Chi sono e la mia storia e scoprirai, tra le altre cose, che al villaggio beduino di Petra ci ho vissuto per 5 anni. Lì mi conoscono come Talía. Per rimanere in contatto e seguire i miei viaggi a Est vienimi a trovare su Facebook e Instagram. Per chiacchierate, info o propormi collaborazioni contattami alla email che trovi su Contact me.
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