Jordan Trail: attraversare la Giordania a piedi, l’esperienza di Laura e Marco

Il Jordan Trail è un cammino che attraversa tutta la Giordania da Nord a Sud, da Umm Qais al Mar Rosso passando per luoghi meravigliosi come la riserva di Dana e Petra. La National Geographic lo ha inserito nei 15 trekking più belli al mondo. Io ho avuto la fortuna di intervistare chi questo percorso lo ha fatto tutto e in maniera indipendente: Laura e Marco, due grandi viaggiatori specializzati in lunghi cammini, che hanno tratto da questa avventura un libro.

Ciao ragazzi, benvenuti! Presentatevi brevemente: chi siete e cosa fate?

Siamo Laura e Marco, una coppia sposata da 15 anni che condivide una grande passione, quella per i viaggi e per i cammini. Abbiamo un bed and breakfast sul Lago di Endine e quando la stagione cala ne approfittiamo per partire per i nostri viaggi. Siamo stati in India, in Sudamerica, Sud Est asiatico…

Laura e Marco, alias 2cuorincammino, hanno attraversato tutto il Jordan Trail

Parlateci un po’ della vostra passione per i cammini

Ci piace fare viaggi lenti, in maniera indipendente, da soli e entrando in contatto con le culture locali. Negli ultimi anni ci siamo focalizzati sui cammini attraversando zone anche remote esclusivamente a piedi. Tra le nostre avventure ci sono il Cammino di Santiago da Bergamo a Santiago e il Great Patagonian Trail.

Avete fatto il Jordan Trail. È un percorso pionieristico e c’è ancora molto da fare. Data la vostra esperienza nel campo vorrei chiedervi:

1) Qual è la cosa che urge di più?

2) Come si può migliorare il Jordan Trail?

È stato uno dei trekking più spettacolari che abbiamo fatto sia da un punto di vista paesaggistico sia per gli incontri con le persone e il contatto con la cultura locale. La cosa principale su cui la JTA (Jordan Trail Association) deve lavorare è la quantità di informazioni disponibili nel sito. Tra queste gli homestay lungo il percorso e i service provider lungo il tracciato.

Uno degli ultimi tratti del Jordan Trail: l’attraversamento del deserto del Wadi Rum

Quali sono stati i tratti più difficili/impegnativi e quali invece i più facili?

Tratti facili non ci sono. Si può dire piuttosto che ci sono parti più e meno impegnative. I dislivelli sono molto rilevanti, come ad esempio nella sezione dei tre wadi e le distanze sono importanti soprattutto calcolando il peso dello zaino in autonomia. In alcune zone inoltre mancano servizi a causa della morfologia del territorio. Le prime sezioni sono quelle un po’ meno impegnative perché passano vicino ai centri urbani medio piccoli in cui si possono trovare servizi. Tuttavia andando verso sud il tracciato diventa più selvaggio e isolato.

Il Jordan Trail è un trekking piuttosto impegnativo soprattutto a causa dei dislivelli

Sapevate cosa aspettarvi? Con quali aspettative siete partiti?

Ci aspettavamo un trail impegnativo, ma si è dimostrato anche più difficile di ciò che credevamo. Tuttavia l’accoglienza e l’aiuto delle persone del posto ci ha stupito e supportato rendendo tutto più sostenibile.

Che consigli tecnici, e non solo, dareste a chi vuole intraprendere il Jordan Trail?

Innanzitutto bisogna essere molto confidenti con le proprie doti di navigazione, sia con il GPS che con la lettura del terreno. È fondamentale anche una grande capacità di adattamento che si sviluppa con l’esperienza di trekking: sapere dove montare la tenda, selezionare l’attrezzatura adatta e potabilizzare l’acqua sono capacità molto importanti.

Un tratto del Jordan Trail

Qual è la cosa che vi è piaciuta di più della Giordania?

Sicuramente le persone. Non avevamo idea dell’accoglienza che avremmo ricevuto dalla popolazione locale. Spesso i pastori o i beduini che ci vedevano arrivare da lontano accendevano il fuoco in maniera tale che il tè fosse pronto per il nostro arrivo. Ci invitavano a berlo con loro e poi ci offrivano anche cibo e in moltissimi casi le famiglie ci hanno ospitato per la notte nelle loro case.

Abbiamo incontrato anche molta curiosità nei nostri confronti: eravamo due stranieri soli che attraversavano zone della Giordania dove normalmete i turisti non passano. Ad esempio camminando nel deserto è capitato che le jeep vedendoci cambiassero percorso e ci offrissero una bottiglia d’acqua senza che noi lo chiedessimo. Situazioni di questo tipo si sono ripetute decine di volte.

La frase che più ci siamo sentiti ripetere è stata: “Welcome to Jordan” che è la traduzione semplificata di “Ahlan wa sahlan” che significa qualcosa come “sii un membro della nostra famiglia e sentiti a tuo agio da noi”. Ed è proprio così che ci siamo sempre sentiti.

I giordani, con la loro accoglienza, sono il vero gioiello della Giordania

E la cosa che vi è piaciuta di meno?

È difficile trovare una cosa che non ci è piaciuta. Però pensandoci bene c’è: la spazzatura. Purtroppo appena ci si avvicina alle città o anche solo ai piccoli paesini i sui sentieri ci sono sacchetti di plastica, lattine e quant’altro.

Io vivo da tempo a Petra quindi sono curiosa di sapere che impressione vi ha fatto?

Siamo rimasti letteralmente a bocca aperta: è uno dei siti archeologici più spettacolari che abbiamo mai visitato. Facendo il Jordan Trail da nord si entra a Petra dal backway, ovvero dal Monastero e non dall’entrata principale che attraverso il Siq porta al Tesoro. Entrando da dietro ci siamo trovati quasi soli davanti al Monastero, questo monumento così maestoso. Poi scendendo abbiamo avuto un’altra visione di Petra: affollatissima di turisti. Dopo quattro settimane da soli in posti disabitati, la massa di turisti ci ha lasciato spaesati. Siamo tornati il giorno dopo presto la mattina senza la massa di turisti e la abbiamo veramente apprezzata.

Purtroppo molti visitano Petra con gite mordi e fuggi arrivando solo fino al Tesoro. In realtà Petra è molto di più e personalmente suggeriamo di dedicarle almeno tre giornate perché l’antica città nabatea è così immensa che regala paesaggi e scorci mozzafiato. Visitarla in maniera frettolosa sarebbe un peccato! Petra non è solo il Tesoro.

Il Monastero di Petra. Entrando dal backway, come hanno fatto Laura e Marco, è il primo monumento che si incontra.

Quale sarà la vostra prossima avventura?

Avevamo in mente cammini per luoghi selvaggi, ma per ora rimandiamo tutto al 2021.

Dove vi possiamo seguire?

Potete seguirci sul nostro sito web: www.2cuorincammino.it oppure sulla pagina Facebook e canale Instagram dove ci trovate come 2cuorincammino. Abbiamo anche una pagina Facebook dedicata alla nostra avvetura in Giordania: Jordan Trail – oltre il deserto. Il nostro libro è acquistabile su Amazon.

Uno degli splendidi paesaggi che si incontrano lungo il Jordan Trail

Se vi è venuta voglia di visitare la Giordania date un’occhiata al mio articolo Organizzare un viaggio in Giordania, ecco cosa sapere e Guida completa al Jordan Pass e Amman, la guida dettagliata per esplorare la capitale giordana Per avere tutte le informazioni pratiche sul sito Petra vi rimando a  Petra, tutte le info e i costi per visitare l’antica capitale nabatea. E se siete patiti di Instagram non perdetevi Location instagrammabili di Petra e come fotografarle. Per una visita speciale a Petra invece l’articolo che fa per voi è 10 luoghi “segreti” di Petra che (forse) non conosci.

Percorrere il Jordan Trial vuol dire attraversare anche il deserto

Per aggiornamenti e esperienze di viaggio da parte di chi già è stato nella perla del Medio Oriente vi consiglio di iscrivervi al gruppo Facebook Amici della Giordania.

Last but not least, se avete bisogno di organizzare il vostro viaggio in Giordania o magari volete una guida storica o beduina nell’antica capitale nabatea scrivetemi 🙂 mi trovate su Facebook, Instagram e nella mail alla sezione Contact me.

E comunque un libro l’ho scritto anche io, ma questa è un’altra storia… e parla della mia avventura Russia coast to coast in Transiberiana 😉

I tramonti giordani sono qualcosa di indimenticabile

© 2020, Cristina Cori. All rights reserved. Copyright © CristinaCori.com

Di' la tua